Mariagrazia Merola espone su DIMENSIONE ARTE | Pag.1 ITALIANO

Le Opere

 - essenzi...aleTitolo: essenzi...ale

Tecnica: tecnica mista (colla, raffia, sabbia,tempera)
[60x50]
Anno: 2005
 - stati d'animoTitolo: stati d'animo

Tecnica: tecnica mista
[20x30]
Anno: 2004
 - animaTitolo: anima

Tecnica: olio su tela
[50x60]
Anno: 2005
 - RicciaTitolo: Riccia

Tecnica: scultura, tela grezza e ricci di castagna
Anno: 2007

Note: “…Riccia” è una pelliccia “ecologica”, ha uno scheletro in tela grezza ed è rivestita con i ricci delle castagne. E’ un modo provocatorio con il quale si vogliono infliggere le stesse torture e le stesse sofferenze che vengono fatte sugli animali a quella parte di società che tutt’ora non si rende conto del male che fa. Una moda crudele, malgrado il clima, l'Italia è tra i paesi che maggiormente subisce il fascino della «moda impellicciata». Un mercato insanguinato che ogni anno sacrifica, nel mondo, almeno 15 milioni di animali selvatici

 - TacTitolo: Tac

Tecnica: disegno grafico stampato su pvc, retroilluminato, cornice in legno
[120X80 cm]
Anno: 2009
Prezzo: 600€

Note: Nel corso della storia dell'uomo, il corpo ha avuto un ruolo decisivo e peculiare nell'indagine autoreferenziale ed auto-riflessiva che ogni cultura compie su se stessi. Il prodotto artistico-intellettuale che ne deriva può essere classificato in due grossi ceppi:da una parte culture che, sviluppatesi in momenti di forte sviluppo della sfera fisica e sensoriale legata all'egemonia/vocazione materialistica e immanente, hanno mostrato se stesse col tramite di linguaggi artistici volti all'esaltazione della sfera materiale e sensoriale, linguaggi che hanno di volta in volta esaltato la virilità, invocato le forze della natura, esorcizzato l'instabilità legata al flusso delle stagioni, del clima,ecc.; dall'altra culture che, sviluppatesi nei momenti di involuzione della sfera materialistica-momenti che occupano una parte massiccia della storia del mondo occidentale- legati alla proiezione in una sfera altra, alla costruzione di una sovrastruttura spirituale, idealistica, fortemente etica, implicano lo svilimento e la negazione del corpo, additano alla carne come peccato, e inducono, nei sempre numerosi ortodossi, al desiderio del dolore e all'umiliazione fisica. IL CORPO UMILIATO, REPRESSO, CENSURATO, MA ANCHE IL CORPO DESIDERATO, SPIATO, SVELATO. Corpo/riflesso, ora idealizzato nelle carni di una madonna, ora svilito dal martirio di un santo, quando definito dalle viscere della fame e della malattia, quando serializzato nella mischia delle battaglie... fonte di ispirazione e metafora dell'uomo stesso, corpo/segno/matrice fa carriera e acquista una posizione manageriale sia nella sfera privata, che nella sfera pubblica: se il rapporto con il corpo è un rapporto di disambiguazione della sfera psicologica dell'individuo o del gruppo (masochismo, sadismo, castrazione, violazione, bulimia, anoressia, culturismo, travestimento, ecc.) o di un'epoca, quali strumenti, quali segni, quali percorsi tracciare sul corpo contemporaneo? Il corpo contemporaneo trasfigurato in immagine è un corpo di negazione di senso, un corpo "ansioso", "creato", plasmato da una ribellione al senso comune; le vie catodiche affollate di corpi/enigmi da decifrare; vie affollate dalla ricerca di un sempre più massiccio intervento sul proprio corpo, un intervento che corrisponde ad un'auto-trasfigurazione, 0, all'opposto, ad un'ossessiva ricerca di omologazione. Quale subscriptio attribuire al corpo/segno che si mostra muto, indefinibile? .. Recuperare un contatto carnale, ricercare un trait d'union tra uomo e donna, donna e natura, sesso e amore, pubblico e privato (antitesi inasprite e diventate insanabili nella guerra dei generi dell'epoca dei bipolarismi), diventa urgente e possibile solo a partire da una lucida analisi, da una plastica consapevolezza, da una sintetica rivisitazione della propria epoca, delle sue viscere, delle sue ossa, dei muscoli, luci e ombre, sottoposte alla impietosa radiografia e alla schietta retroillnminazione; insegne luminose che, in questo caso, non hanno nulla da vendere , semmai da suggerire, insieme alle argute intuizioni dello spettatore, da sussurrare quanto c'è di straordinario nei colori e nelle forme delle nostre esistenze, complicità, diversità e tristezze. (testo di SERENA DI SEVO)